lunedì 9 febbraio 2009

Il prigioniero -Parte II-


“Cosa desidera un uomo?”, disse con voce profonda l’avvocato Skowrosky, stagliando sornione questa domanda sul fondo del discorso di chi possiede già tutte le risposte.
“Mah! Non saprei, penso che per ognuno sia diverso”, rispose Peter cercando di guadagnare tempo.

“Si sbaglia signor Smith, per tutti è la stessa cosa”, incalzò l’avvocato guardandolo dritto negli occhi.
“Denaro e Sesso, ecco cosa vogliamo, possibilmente senza limiti”, continuò sicuro nella sua arringa.
“Beh! Certo, potendo scegliere non è affatto male”, confermò accondiscendente Peter.

“Ebbene, ecco la proposta del nostro cliente”, e così dicendo il legale indicò con l’indice l’invalido sulla sedia a rotelle, ma senza voltare il viso da lui.
“L’offerta è per vivere 10 anni in una lussuosa villa sul mare, con ogni comfort e…Donne, tante donne, sempre diverse. Il sogno di ogni uomo che diventa realtà”.
Fece una breve pausa e riprese:
“Non certo quelle stupidate che sono comunemente contrabbandate come il senso della vita, Amore, Libertà, Amicizia, Serenità. No, no, signor Smith, concretezza. Ecco cosa le è offerto, la vera ricetta del vivere bene. Il romanticismo e la filosofia sono trappole per gli sciocchi. Sedativi sociali per tener buona la moltitudine. Questa è l'unica, semplice e vera realtà”.
“Concordo!”, rispose Peter, guardandosi attorno e incontrando così solo sorrisi, “Ma…Ci sarà pure un -ma-“, aggiunse.
“Ovvio” disse Skowrosky, incrociando le dita e appoggiando i gomiti sulla scrivania lucida.
“Non deve certo essere un avvocato che le spiega che: nulla si fa per nulla: Quid pro quo”, e finalmente sorrise con entrambi gli angoli della bocca a questa citazione senza umorismo.
“Lei vivrà in un’isola soleggiata, in una grande villa, ma non si potrà allontanare, questa condizione non è negoziabile. Inoltre dovrà avere tre rapporti sessuali ogni giorno con donne sempre diverse, piacenti e consenzienti, ma scelte dal suo nuovo datore di lavoro. Tre, si ricordi.”, così dicendo sollevò l’indice, il medio e l’anulare in un’inequivocabile addizione che riassumeva le sue "perfomance" giornaliere obligatorie.
“Sarà sempre ripreso dalle telecamere presenti in ogni angolo della casa e del parco annesso, una sorta di Grande Fratello privato ma discreto, glielo garantiamo, ad uso e consumo del nostro cliente, questa è in sostanza la proposta”.
Quindi tacque.
Anche Peter era senza parole.

“Perché io?”, chiese, stupendosi della banalità di una domanda senza senso fra tutte quelle che gli affollavano in quel momento la mente.
“Perché?”, disse con una smorfia ilare l’avvocato.
“Semplicemente perché lei piace al nostro cliente, ha superato la selezione, ma soprattutto...Perché lei è un disperato”.
Paradossalmente questa offesa pronunciata senza livore aveva tutto la naturalezza della verità.

“Ok, Ok, vivrò su quest’isola, avrò tre donne diverse ogni giorno, godrò dei lussi che questa casa e il benessere che mi concede il denaro, per dieci anni, ma se un giorno non voglio fare sesso? Se volessi fare un viaggio? Se mi ammalassi? Che succede?”, le preoccupazioni cominciavano a far capolino nel suo cervello con maggior ordine e a dare corpo a quel presentimento nefasto che lo aveva accompagnato dal momento che aveva varcato l’ingresso dello studio legale.

“Il contratto è chiaro”, disse improvvisamente l’altro avvocato, allungando dalla sua scrivania una copia di un documento in quindici pagine.
“Mi permetta di sollevarla da una lunga lettura”, aggiunse pacato l’avvocato Senior, scoccando un'occhiata avvelenata al suo giovane collega.
“Lei sarà vincolato in quella meravigliosa residenza, ma solo per dieci anni. Non per sempre, e dieci anni passano in un attimo. Mi creda, quando uso poi il termine “meravigliosa” non esagero. Inoltre cosa vuole che siano tre rapporti ogni giorno? Un uomo nel fiore degli anni come lei, non dovrà fare altro nella sua giornata che occuparsi di tre donne belle, giovani, seducenti e sempre diverse…Una passeggiata. Alla fine del contratto lei avrà due milioni di dollari rivalutati al tasso di interesse pari alla svalutazione annuale ed in più una casa, a sua scelta, fra quelle che le mostrerò”, così dicendo dispose sulla scrivania con l'abilità di un crupier alcune foto di lussuose residenze .
"Lei, signor Smith, tra dieci anni, avrà risolto ogni suo problema materiale ed in più avrà vissuto un decennio di godimenti, un piccolo Paradiso”, continuò nella sua esposizione con una serenità e una logica che faceva apparire tutto semplice.

“Sì certo, visto in questo modo non è impossibile da realizzare, ma se non ce la facessi? Se per dire un giorno non avessi voglia?”, chiese ancora titubante Peter.
“Potrà recuperare, basta che alla fine del mese la sua –prestazione- sia di novanta coiti. Non uno di più né di meno.”, aggiunse cordiale “Mitch l’amico" come ormai lo nominava nella sua mente. Nel parlare il giovane avvocato aveva dato un'occhiata al socio Senior per avere la conferma di aver detto bene.

“Ma se non riuscissi?”, continuò Peter come un disco rotto.
“Allora le sarà amputata una piccola parte del corpo”, aggiunse Skowrosky, atono, come se avesse commentato la cosa più evidente al mondo.

Con questa ultima frase calò un silenzio glaciale su tutto l’ufficio e per un attimo il cuore di Peter parve spegnersi in questo gelo.

Continua….

2 commenti:

Haemo Royd ha detto...

In fondo cosa sono 3652\3 coiti in dieci anni?
Son troppo curioso di sapere come va a finire, scrivi dai Visir, siamo in trepida attesa.

Porporina ha detto...

E voi tutti, porconi inveterati, volete sapere dove le trovano tutte quelle donne belle e consenzienti, eh ?
Che magari, sulla via del ritorno dall'Isola fanno pure uno stop da voi , eh ?
Porp, che ora accede a se stessa con il suo nome .